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Eliomys quercinus
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Contents
• Biologia
• Note
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Sistematica
In Italia sono presenti le seguenti sottospecie:
• mwgaEliomys quercinus pallidus Barrett-Hamilton, 1899 - (mwgqItalia continentale e peninsulare, mwggSicilia)
• mwiqEliomys quercinus liparensis Kahmann, 1960 - (mwigIsola di Lipari)
Caratteristiche
Molto simile al mwkwmoscardino, il quercino può raggiungere la lunghezza massima di 16-17 mwlacm senza tener conto della mwlqcoda che può misurare fino ai 12 cm. La sua mwlgpelliccia cambia colore a seconda della parte del corpo ed è grigia-rossastra sul dorso mentre è bianca sul ventre. Una caratteristica del quercino è che presenta una linea di colore scuro che parte dal muso, circonda gli mwlwocchi e continua fino alle mwmaorecchie. Infine la coda è ricoperta di peli ed è solitamente nera lungo la parte posteriore finale mentre è bianca nella parte inferiore.
Distribuzione ed habitat
Il quercino è diffuso in tutta mwmwEuropa, dalla mwnaSpagna fino all'mwnqEstonia e all'mwngUcraina. È assente nelle mwnwisole britanniche e tutti gli paesi mwoanordici eccetto mwoqFinlandia. In mwogItalia la specie è presente in tutta la penisola e in mwowSicilia e mwpaSardegna. È inoltre presente nell'mwpqisola di Lipari e sull'mwpgAsinara.
Il quercino è solito popolare i boschi (in particolare i boschi di querce) fino ad un'altitudine massima di 2.000 metri. Lo si può incontrare anche nei campi ricchi di cespugli e sui pendii soleggiati caratterizzati dalla presenza di rocce. Il quercino può inoltre trovare riparo, soprattutto al sopraggiungere dei primi freddi, nelle case rurali o nelle baite.
Biologia
Il quercino è un animale molto agile che ama saltare e arrampicarsi sugli alberi fino ai rami più sottili. Nel periodo preinvernale il quercino scava una tana dove immagazzina il cibo e contemporaneamente ne mangia un'enorme quantità, ingrassando in modo da prepararsi all'inverno. Quando questo arriva il quercino va in mwqgletargo insieme a più individui in modo da scaldarsi l'uno con l'altro. Quando la temperatura si alza è solito svegliarsi di tanto in tanto per mangiare le riserve di cibo accumulate.
Alimentazione
Il quercino si nutre di mwrqinsetti, soprattutto di mwrglepidotteri (sia nella forma mwrwlarvale sia adulta), di mwsauova di mwsquccelli e di mwsgfrutti selvatici. Nelle coltivazioni di frutta di tipo intensivo, il quercino può arrecare danni, poiché è solito assaggiare grandi quantità di frutti senza consumarne interamente alcuno.
Riproduzione
Avviene circa due volte l'anno quando la femmina partorisce dai due ai sette piccoli che nascono nudi e ciechi. Il Quercino è solito costruirsi dei grandi nidi sferici ricoperti di mwtqmuschio che hanno un'unica apertura verso un lato, anche se a volte preferisce non costruirli e occupare i nidi degli mwtgscoiattoli o degli uccelli.
Comportamento
Di abitudini prevalentemente notturne, questo animale cerca ricovero durante il giorno negli anfratti delle rocce o nelle cavità degli alberi; in alcuni casi riadatta vecchi nidi di scoiattoli o di uccelli, oppure costruisce piccoli nidi di forma globulare. Anche se fra i gliridi presenti in Italia è il più terragnolo, l'animale è in grado di arrampicarsi con facilità su arbusti ed alberi grazie alle callosità plantari a forma di cuscinetto che gli consentono una sicura presa.
Una delle sue principali occupazioni durante la buona stagione è quella di crearsi adeguate riserve per il letargo attraverso una sovralimentazione; alla fine dell'estate, raggiunto il peso ottimale, riduce nettamente la propria attività. Va in letargo nell'autunno inoltrato, generalmente in piccoli gruppi, per risvegliarsi a partire dalla fine di febbraio o agli inizi di marzo.
Status e conservazione
In molti paesi dell'Europa centro-orientale la specie è segnalata in diminuzione.
Non si dispone di informazioni certe circa lo status delle popolazioni italiane, anche se il quercino risulta ancora relativamente comune. Qualche preoccupazione destano le popolazioni insulari, dove è segnalata una certa rarefazione.
Note
Bibliografia
• mwygSpagnesi M., De Marinis A.M. (a cura di), Mammiferi d'Italia - Quad. Cons. Natura n.14 (PDF), Ministero dell'Ambiente - Istituto Nazionale Fauna Selvatica, 2002 (archiviato dall'url originale il 9 luglio 2011).
• mwzaCorbett & Ovenden, Guida ai mammiferi d'Europa, Murzio Editore, 1985.
• mwzg(EN) Bertolino, S., Amori, G. et alii, 2008, Eliomys quercinus, su IUCN Red List of Threatened Species, Versione 2020.2, IUCN, 2020.
Voci correlate
Altri progetti
Altri progetti
• Wikimedia Commons
• Wikispecies
• Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su Eliomys quercinus
• Wikispecies contiene informazioni su Eliomys quercinus
Collegamenti esterni
• mwbwmwcaEliomys quercinus Linnaeus, 1766 scheda a cura del Ministero dell'Ambiente italiano
• mwcgmwcwEliomys quercinus sardus scheda sulla sottospecie endemica del massiccio Sardo-Corso, a cura dell'ufficio fauna dell'Ente Foreste della Regione Sardegna